Cos'è il canottaggio

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Il canottaggio è uno sport in cui l’atleta usa come mezzo specifico una imbarcazione mossa mediante remi e con il solo ausilio della forza muscolare. Il canottiere si muove su di un “grande attrezzo”, la barca, manovrando un “piccolo attrezzo”, il remo; il tutto si sposta su di un elemento inquieto e idrodinamicamente complesso, rappresentato dall’acqua del bacino da regata.

Apparentemente semplice, il canottaggio è uno sport dalle mille difficoltà, e che richiede, tra l’altro, a chi lo pratica duttilità motoria, spiccata capacità di coordinazione e notevole senso dell’equilibrio dinamico.

Ho imparato molte cose su questo sport, ma la principale è stata “NON MOLLARE MAI”.

Tipi di imbarcazioni ed armamento

Le imbarcazioni da regata possono essere armate di punta o di coppia:
- di PUNTA quando ogni vogatore ha nelle mani un solo remo
- di COPPIA quando ha un remo per ogni mano

Le imbarcazioni di tipo olimpico e di costruzione libera armate di punta possono essere con o senza timoniere salvo l’otto che è sempre con timoniere. Quelle di coppia sono sempre senza timoniere.
Le imbarcazioni di tipo regolamentare armate di punta sono sempre con timoniere. Quelle di coppia sono senza timoniere.
Le imbarcazioni di tipo propedeutico sono armate esclusivamente di coppia.


Tutte le imbarcazioni di tipo olimpico, regolamentare e propedeutiche devono essere fornite, pena l’esclusione dalla gara di:
- una palla di gomma piena del diametro minimo di 4 cm. dipinta di bianco e posizionata sulla prua (tale obbligo decade se la prua è costruita in modo da assicurare la stessa protezione e sia visibile come la palla).
- un supporto per il numero di corsia che permetta di infilare e fissare il numero stesso.
- scarpette sganciabili secondo le norme F.I.S.A. non allacciate con stringhe ma solamente con sistemi tipo velcro o similari. In alternativa la pedaliera può essere equipaggiata con reggi tallone fisso e tomaia.
In caso di ribaltamento il vogatore deve potersi staccare dalla pedaliera senza l’aiuto delle mani.


La F.I.C. riconosce i seguenti tipi di imbarcazioni per le gare ufficiali:

I remi

Caratteristiche e limitazioni per i remi
I remi possono avere due tipi di pala:
- pala classica standard di tipo detto “Macon”
- pala moderna di tipo a losanga detto “Mannaia”

Pala "Macon"

Pala "Mannaia"

I bordi delle pale dei remi devono presentare, su tutto il loro perimetro, i seguenti spessori minimi:
- remi di punta: 5 mm. misurati a 3 mm. dal bordo esterno della pala
- remi di coppia: 3 mm. misurati a 2 mm. dal bordo esterno della pala

Limitazioni per la categorie “Allievi”
I remi di coppia devono essere con pala tipo “Macon” con lunghezza massima di m. 2,95.
Per la categoria “Cadetti” i remi di coppia, oltre che del tipo e misura sopra descritto, possono anche essere di tipo a “Mannaia” con lunghezza massima di m. 2,86.
Per i singoli 7.20 dovranno essere utilizzati i soli remi di tipo “Macon”.
I remi di punta possono essere di tipo “Macon” con lunghezza massima di m.3,80 oppure di tipo a “Mannaia” con lunghezza massima di m.3,70.

Categorie e distanze di gara

Tutte le categorie sono sia maschili che femminili.
Esiste inoltre la categoria Pesi Leggeri i cui vogatori, appartenenti alle categorie senior, non devono superare un peso limite massimo.
Il peso limite medio per l'equipaggio è 70 kg. (72,5 kg. per il singolo vogatore) e 57 kg. (59 kg. per la singola vogatrice) per i maschi e le femmine rispettivamente.

Il peso limite minimo dei timonieri è 55 kg. per gli equipaggi maschili e 50 kg. per quelli femminili.

Dai 6 ai 9 anni si prevede un periodo di gioco/avviamento al canottaggio definito "mini canottaggio".

Categoria para-rowing
Il canottaggio è rivolto anche ai disabili. Dal 17 febbraio 2013 la FISA ha stabilito di cambiare il nome di questa disciplina, chiamandola para-rowing. Nei giochi olimpici di Pechino 2008 un'imbarcazione italiana, formata da Alessandro Franzetti (Gavirate), Paola Protopapa (Aniene), Luca Agoletto (Aniene), Daniele Signore (Flora), Graziana Saccocci (Gavirate) ha raggiunto il gradino più alto del podio.

Tecnica di voga

In ogni sport la tecnica dell’atleta evidenzia il valore della capacità fisica.
Basandosi sulle esigenze tecniche, si possono classificare gli sport in differenti categorie.

C’è da tener presente che in uno sport che può essere o meno qualificato come tecnicamente esigente, il perfezionamento tecnico di ciascun atleta determina la possibilità di utilizzare le altre qualità fisiche.

Il canottaggio deve essere considerato uno sport tecnicamente esigente. In questo sport si integrano molti fattori, ma solo se si capisce e si è padroni del fattore tecnico si otterrà dall’allenamento un beneficio totale.

Può servire a poco sviluppare la forza, la resistenza muscolare ed il massimo consumo di ossigeno se queste qualità non possono migliorare la velocità dell’imbarcazione.

Analizzando il canottaggio, si può osservare come questo sport si basi soprattutto su leggi fisiche conosciute che costituiscono fondamento della discussione sulla tecnica remiera.

Il nostro fine è quello di ottenere che la barca corra più veloce, considerando il canottiere come forza motrice. In altri tipi di barche la forza motrice può essere una vela o un motore, si nota che la forza spinge continuamente attraverso l’elica che è in rotazione costante, fornendo in questo modo una quantità uniforme di forza.

Forze positive e negative

Nelle imbarcazioni a remi, la forza propulsiva è fornita alternativamente, poichè il remo alterna i movimenti in cui sta in acqua a quelli in cui sta fuori dalla stessa.
Il vogatore si muove avanti e indietro e durante questi movimenti, origina forze negative e forze positive.

  • Forze positive: prodotte durante la passata del remo in acqua (permettono l'avanzamento della barca).
  • Forze negative: generate dalla fase di ripresa (ostacolano l'avanzamento della barca).

Da ciò si deduce che il nostro sforzo sarà orientato allo sviluppo delle forze positive ed a ridurre, ove è possibile, l’influenza delle forze negative.

Figura 1

LA DINAMICA DEL REMO

Per poter constatare come funzionano queste forze osserviamo il diagramma 1, che mostra i movimenti di una barca da competizione durante la palata.
Le curve sono state ottenute da riprese filmate e sono state studiate da Wester Joesten di Berlino, per poter analizzare sia i movimenti della barca che la tecnica del vogatore.

VARIAZIONE DELLA VELOCITÀ

La curva più alta del diagramma è per noi la più interessante, ci mostra la variazione della velocità della barca durante una palata in relazione alla sua velocità media; questo ci può far vedere una buona o cattiva tecnica dell’equipaggio.
Un buon equipaggio avrà una minor differenza tra la velocità più bassa e quella più alta, mentre il carattere della curva non varierà.

Diagramma 1

ACCELERAZIONE

La curva in mezzo mostra l’accelerazione della barca; la velocità più alta si ha durante la palata, quella più bassa durante la ripresa (Diagramma 1).
Le figure mostrano la posizione del vogatore durante la palata in relazione ai movimenti della barca, con sotto una scala lineare del tempo.

IL BECCHEGGIO

La parte inferiore del diagramma mostra il beccheggio, cioè l’oscillazione della barca in senso longitudinale. Ci sono due curve, una indica il movimento della prua e l’altra il movimento della poppa.

MASSA * MOVIMENTO = FORZA

Da ora in avanti la nostra analisi si limiterà alla curva della variazione della velocità e alle figure che mostrano il vogatore durante la palata.
Come si vede nel diagramma, la velocità minima si ha subito dopo che il remo è entrato in acqua, la massima dopo che è iniziata la ripresa. Per avere la spiegazione di ciò si deve immaginare il peso del corpo del vogatore come una massa in movimento verso la poppa (Fig. 2).

Un otto con peso medio per vogatore di 85 kg. suppone 650 kg. in movimento.
Se pensiamo alla formula MASSA * MOVIMENTO = FORZA, la nostra domanda sarà: dove va questa forza?

C’è solo un collegamento fisso con la barca: la pedaliera; quando comincia la nuova palata, la massa deve fermarsi e, come vediamo in figura 2, in questo momento si produce una grande quantità di forza negativa contraria alla velocità della barca. Questa forza negativa si trasmette alla barca tramite la pedaliera (A) (Fig. 2).

Figura 2

L’unica possibilità di ridurre l’influenza delle forze negative all’avanzamento della barca consiste in un buon attacco.

E’ qui che si evidenzia la differenza tra i buoni e i cattivi equipaggi. Non è esagerato affermare che il punto più importante della palata è l’attacco. Con un attacco diretto (il remo deve entrare in acqua prima che tutta la forza vada a gravare sulle pedaliere) si può ridurre l’influenza delle forze negative. Questo significa che parte della forza passerà sulla pala (B).

Comunque per quanto bene faccia l’attacco, ci sarà sempre della forza negativa e la velocità più bassa quindi si avrà sempre subito dopo l’attacco. Il nostro obiettivo sarà di ridurla il più possibile.

Nel finale (o ripresa) accade il contrario. La massa corporea si inclina verso la poppa della barca e dà a questa la possibilità di muoversi liberamente con la minima resistenza. Questo effetto di interazione tra forze negative e positive si ripete tra le 220 e le 250 volte nell’arco di 2000 metri.

Una minore perdita di velocità durante una palata significa molto se la si moltiplica per 220-250 volte. Da una riduzione della velocità di 5 cm per palata risulta una perdita di 12,5 metri nei 2000 metri.

Andiamo ad esaminare una per una le fasi della palata ed a darne una spiegazione tecnica, basata sull’efficacia delle varie possibilità di movimento.
Per una spiegazione tecnica esistono anche altre possibilità di soluzioni, quella che presentiamo è basata su un chiarimento dei movimenti facile da apprendere per la maggior parte dei vogatori.

IMPUGNATURA DEi REMI

Distinguiamo nelle due diverse specialità:

1. Voga di coppia. Entrambe le mani impugnano i remi all’estremità, dove i pollici premono garantendo una leggera pressione per l’aderenza dei collari contro la scalmiera. Con le pale verticali in acqua, avambracci e palmi delle mani devono essere in linea sullo steso piano con un angolo quindi di 180°. L’impugnatura deve essere tale da permettere durante la passata la miglior percezione possibile dell’effetto dell’acqua sulla pala. Per questo è importante che il manico del remo non sia avvolto con il palmo della mano e strizzato. Per garantire l’impugnatura migliore assicurarsi che, con la pala verticale, tra l’estremità del remo ed il pollice ci sia uno spazio vuoto sufficiente per una matita. In tal modo si otterrà, durante la spalatura, un’angolo di circa 45° tra avambraccio e palmo della mano.

In Italia è consolidato vogare di coppia con la mano destra che passa sotto la sinistra nei momenti di incrocio in ripresa e passata.

2. Voga di punta. Mentre nella voga di coppia si indicano i remi con la dizione destro e sinistro a seconda della loro posizione rispetto al vogatore, nella voga di punta il remo di destra viene indicato con il termine dispari e d il sinistro con il termine pari. È bene ruotare gli atleti in posizione pari e dispari per condurlo ad un più agevole apprendimento della tecnica. Solo in fase avanzate si potrà procedere all’assegnazione di un ruolo.La mani impugnano il remo a circa due pugni di distanza una dall’altra ed in modo che i pollici vengano a trovarsi sotto l’impugnatura; le mani non devono avvolgere il remo con il palmo. La mano esterna impugna l’estremità dell’impugnatura. È prevalentemente la mano interna che controlla in continuazione il sicuro contatto dell’anello di arresto (collare) contro lo scalmo. La rotazione della pala viene effettuata solo dalla mano interna mentre l’impugnatura scivola in lieve contatto dentro la mano esterna che è rilassata.

LE FASI DELLA PALATA

Preparazione

È importante che il vogatore utilizzi tutta la sua altezza e che non allunghi in avanti le spalle tanto da adottare una posizione forzata naturale. L’angolo (circa 45°) permette di utilizzare adeguatamente le guide ed è ideale per la trasmissione della forza delle gambe alla palata.

Attacco (fig. 3)

All’attacco si trasmette il peso del corpo sulla pedaliera usando la forza delle gambe, più marcatamente in questa prima fase della palata e nello stesso momento utilizzando attivamente gli altri muscoli del corpo per produrre un efficace lavoro in acqua.

Figura 3
Figura 4

Passata (fig. 4)

La prima parte della palata sara' ancora a carico delle gambe, mentre dorso e arti superiori “tengono” isometricamente per trasmettere ai remi la spinta degli arti inferiori. A circa metà della spinta degli arti inferiori, quando le mani si trovano all’incirca sopra la pedaliera, inizia l’intervento del dorso che si distende indietro, mentre gli arti superiori rimangono distesi. Quando, per effetto combinato dell’azione degli arti inferiori e del dorso le mani si trovano circa sopra le ginocchia, intervengono gli arti superiori. L’intervento degli arti superiori deve inserirsi prima della conclusione della spinta degli arti inferiori, per sviluppare una costante accelerazione fino al finale della palata. È importante che si utilizzi per tutto il tempo il peso del corpo e che si lavori in modo da permettere di trasmetterla al remo.

Finale (fig. 5)

Le spalle e le braccia chiudono la palata. È importante mantenere sempre il peso del corpo dietro il remo, assicurandosi che sia trasmesso direttamente sulle pale, per ottenere un effetto massimo nel finale della palata. Il tronco va quindi leggermente disteso indietro oltre la verticale, spalle e busto devono rimanere naturalmente rilassati, mentre i gomiti sono tirati indietro ed allargati in modo da formare un angolo retto tra avambraccio e leva interna del remo, con il polso in linea con l’impugnatura.

Figura 5
Figura 6

Ripresa (fig. 6)

Nella ripresa sono le mani a dirigere il movimento, in modo da portare via velocemente i remi dal corpo nel finale (le pale si estraggono dall'acqua). Quando le braccia sono totalmente distese, le mani continuano ad avanzare, il busto inizierà automaticamente a flettere in avanti fino a raggiungere la corretta posizione d'attacco. Con le braccia distese e il tronco in posizione ottimale (le mani hanno superato le ginocchia)  si inizierà a muovere il "carrello" (inteso come sedere per il sedile fisso) in avanti. Quando le mani sono sopra la pedaliera, i polsi iniziano a girare per preparare le pale per l'entrata in acqua.Tutto il movimento di ripresa deve essere condotto con fluidità mantenendo il corpo rilassato per consentire una se pur breve fase di recupero.

POSIZIONE DEI LOMBI DURANTE LE VARIE FASI DEL CICLO DI VOGA

Una corretta esecuzione del ciclo di voga richiede di mantenere una posizione eretta del busto per mezzo di una adeguata tensione muscolare della fascia lombare. La fatica dell’allenamento e la conseguente stanchezza può portare l’atleta, che non ha un’adeguata preparazione della muscolatura lombare, ad assumere un atteggiamento posturale sbagliato. In tal caso e’ preferibile inserire una pausa nel lavoro e potenziare anche i muscoli addominali.

RITMO E FLUIDITÀ DEL CICLO DI VOGA

L’ingresso della pala in acqua (inizio della passata) deve rappresentare la fase conclusiva della ripresa e deve avvenire sempre bel momento di inversione della corsa del carrello che coincide con l’inizio della spinta degli arti inferiori. Una applicazione controllata delle forze durante la passata, una ripresa effettuata con leggerezza sul carrello, sono le premesse per un ciclo di voga fluido e per un corretto scorrimento dell’imbarcazione.